SCONTO IN FATTURA O DETRAZIONE?

 

Con l’approvazione del Decreto Crescita, avvenuto lo scorso mese, il contribuente che fruisce delle detrazioni per il risparmio energetico e o per il sisma bonus, alternativamente alla detrazione (che si scarica in dichiarazione fiscale in 10 anni), con l’accordo del fornitore, può ricevere uno sconto diretto in fattura di importo pari alla detrazione stessa. La novità normativa è già vigente, anche se, per la sua concreta applicazione, sarà necessario attendere apposito provvedimento direttoriale da emanarsi entro il 30/7/2019. Tale novità non è da confondersi con la cessione del credito dei soggetti incapienti, già presente da qualche tempo.

 

In concreto è necessario che il contribuente:

  • fruisca delle spese di riqualificazione energetica (art. 1 commi 344/347 L. 296/2006 e 14 D.L. 63/2013), compresi quelle relative alle parti comuni di edifici o che interessano tutte le unità del condominio o delle spese antisismiche (art. 16 D.L, 63/2013);
  • abbia l’accordo con il fornitore. Il fornitore non è quindi costretto a concedere alcuno “sconto in fattura”; se lo concede, dovrà ridurre la fattura dell’importo in misura pari alla detrazione, non ravvisandosi la possibilità di ridurre lo “sconto” al di sotto del valore della detrazione.

 

Il fornitore:

  • potrà, e non dovrà, concedere lo “sconto”;
  • recupererà lo “sconto concesso” sotto forma di credito d’imposta da utilizzare tramite compensazione in F24 in cinque anni; alternativamente potrà a sua volta cedere il credito a uno qualsiasi dei propri fornitori (esclusi banche o altri intermediari finanziari); in quest’ultimo caso il secondo fornitore non potrà più cedere il credito.

 

Esempio: un intervento di riqualificazione energetica di € 5.000, per il quale si ha diritto ad una detrazione del 65% (pari ad € 3.250 da detrarsi in 10 anni, € 325 per anno), il contribuente ottiene lo “sconto diretto in fattura da parte del fornitore. Il contribuente dovrà quindi pagare € 1.750 (5.000 – 3.250) al fornitore.

Il fornitore potrà decidere se utilizzare € 3.250 in compensazione F24 per cinque anni (€ 650 per anno) o a sua volta cederlo ad un qualsiasi altro suo fornitore (ad esclusione di banche ed altri intermediari finanziari).

 

Dott. Tommaso Saglietti

 

By | 2019-08-08T09:00:20+00:00 agosto 8th, 2019|Senza categoria|0 Comments

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